Bagolino

Bagolino

Il Comune di Bagolino è costituito dal capoluogo Bagolino e dalla frazione Ponte Caffaro e dall'insieme delle seguenti località: Valle Dorizzo, Maniva, Cerreto, Pissisidolo.
La superficie di 110 Kmq. è così suddivisa: Kmq. 66,7 di prati, pascoli ed incolto sterile, Kmq. 36,20 di boschi, Kmq. 0,5 di coltivazioni, Kmq. 0,6 di agglomerati urbani.
Altitudine del capoluogo mt. 740 s.l.m.
Altitudine della frazione mt. 368 s.l.m.
Altitudine massima mt. 2582 s.l.m. (Monte Boia)
Il suo territorio è percorso dal Fiume Caffaro che nasce dal Passo Termine e raccolte le acque dei suoi numerosi affluenti, si getta nel fiume Chiese. Le acque del Fiume Caffaro, già utilizzate nei secoli scorsi per l'industria del ferro, vengono sfruttate per produrre energia elettrica; l'impianto più importante è quello di Ponte Caffaro alimentato da un acquedotto lungo 4.560 mt.
I tempi andati, trascorsi nel segno della povertà, costrinsero i meno fortunati, o i più intraprendenti, ad emigrare. Tale fenomeno si ripeté anche nell’immediato dopoguerra ed ancora negli anni sessanta - settanta. Se parte della popolazione locale ha dovuto lasciare Bagolino in cerca di lavoro stabile in Francia, Austria, Svizzera, Germania, oggi il paese sembra tornato alla stabilità demografica. La consistenza numerica della popolazione è ora stabile. Dal censimento del 1988 risultano 4044 abitanti : 1459 nel capoluogo e 1585 nella frazione.
Non esistono documenti certi sull’origine di Bagolino. Quasi certamente in epoca romana qui esisteva poco più di una stazione per il cambio dei cavalli sorta alla confluenza delle importanti strade che dalla Val Camonica e dalla Val Trompia portavano alle città di Brescia e di Trento. Fu quindi questo modesto insediamento, “Pagolus” o “Pagolinus” (piccolo borgo), che diede origine e nome all’attuale paese.
Gli Statuti più antichi, conservati nell’archivio storico comunale, risalgono al 1473.
Un episodio determinante e purtroppo funesto della storia di Bagolino, fu il violento incendio che nella notte tra il 30 e il 31 ottobre del 1779 distrusse gran parte del paese causando un altissimo numero di vittime.
Vincoli di fedeltà legarono sempre Bagolino alla Serenissima Repubblica Veneta, che ne garantì la libertà sino alla propria fine (1797).
Nel 1812 il Comune passò, con il Lombardo Veneto, sotto il diretto dominio Austriaco.
Nel 1866 Garibaldi, nella sua vittoriosa marcia contro gli Austriaci, interrottasi con l’”Obbedisco” di Bezzecca, venne ferito a Montesuello. Fino alla conclusione della 1a guerra mondiale (1915-1918) il confine con l’Austria passava a Ponte Caffaro.

Bagolino, località nota nel mondo per il Carnevale e per il formaggio Bagòss.

Fra le eredità di una cultura e di un passato economicamente importanti, senz’altro un posto di rilievo è occupato dal carnevale. Conservatosi praticamente immutato attraverso i secoli, per la comunità di Bagolino rappresenta ancora un momento di forte aggregazione. La festa che coinvolge il paese per tre giorni interi (dalla Domenica al Martedì grasso), presenta due aspetti apparentemente non legati fra loro: i balarì e i mascher. La parte più spettacolare è senza dubbio la prima. Muovendosi nel paese per vicoli, portici e piazzette, i ballerini porgono, dall’alba al tramonto, il loro omaggio danzato, a mogli, fidanzate, amici; il loro è un compito e come tale deve essere svolto nel migliore dei modi e con l’abito migliore. Ricchissimo è il costume, la cui caratteristica è rappresentata dal cappello rosso sui cui vengono cuciti metri di nastri colorati che formano un fiocco e poi, con perizia e amore, spille, anelli, bracciali e catene d’oro. I mascher, letteralmente “quelli con la maschera”, rappresentano invece la parte più libera e sfrontata del Carnevale, forse la più antica. Il loro costume è quello tradizionale del paese; caratteristici gli zoccoli di legno chiusi che, opportunamente chiodati, vengono trascinati rumorosamente sul selciato. I mascher si muovono per il paese in piccoli gruppi o da soli; spesso entrano nelle case facendosi offrire da bere dal loro ospite. Curati nel vestire e per ottenere il camuffamento più completo anche il passo e la voce vengono falsati nel dar vita agli scherzi di ogni genere con cui avvicinano il passante che, a volte, può essere messo a disagio dalle loro “attenzioni”, ma si sa: è Carnevale.

L’artigianato è una delle principali attività del passato, una passione di pochi Bagossi che mantengono viva questa tradizione attraverso gli anni, sfidando lo sviluppo tecnologico. Ancora diffusa nelle malghe è la produzione del formaggio bagoss, prodotto interamente artigianale, la lavorazione del legno, la produzione di tessuti su telaio, il lavoro degli artigiani del rame, del ferro, e la filatura della lana di pecora.
Il formaggio bagoss, da sempre elogiato per le sue qualità, è prodotto unicamente fra questi monti, grazie al foraggio che qui cresce; è un prodotto dal sapore forte e gustoso ed è apprezzato in molte località vicine e lontane.

In Bagolino si ritrovano ancora artigiani, che intagliano con mano d’artista pezzi di legno per dar vita a souvenir, ed oggetti vari, l’artigiano del legno prepara con cura i famosi zoccoli “sgalber” calzati dalle maschere in occasione del Carnevale. Tipica è la lavorazione dei tessuti su telaio, in particolar modo dei grembiulini detti “gede”, indossati dai “mascher” durante il Carnevale bagosso.

Comune di Bagolino

Capoluogo: via Parrocchia, 34 - CAP 25072
tel. 0365.904011 - Fax 0365.903117

Frazione Ponte Caffaro: Via Tito Speri, 16/A - CAP 25070
Tel. 0365.990117 - Fax 0365.905963

Sito internet : www.bagolinoweb.it

gemellato con Oettingen Germania

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