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Gardone Riviera

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Gardone Riviera - Regione : Lombardia - Provincia : Brescia
Coordinate : 45°37′0″N - 10°34′0″E / 45.61667, 10.56667
Altitudine : 70 m s.l.m. - Superficie : 20 km²
Abitanti : 2.531 (Istat 2001)
Frazioni : Fasano, San Michele, Morgnaga, Tresnico
Patrono : San Nicola di Bari - Festa Patronale : 6 dicembre

* Comune inserito nel territorio della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano
* Aderisce alla Comunità del Garda che qui vi ha la sede

Ridente cittadina a elevata vocazione turistica situata sulla sponda occidentale del lago di Garda.
Gli storici hanno appurato che, ai tempi dei Romani, nel territorio dell’attuale Gardone Riviera esistevano già alcuni insediamenti urbani. Nel Medioevo Gardone appartenne al Feudo degli Ugoni; successivamente entrò a far parte dei domini della Serenissima, prima di essere occupata dalle truppe del governo giacobino, costituitosi a Brescia nel 1797 dopo l’arrivo dei francesiGardone, piccolo borgo di pescatori, contadini e carbonai, iniziò a diventare una stazione turistica invernale alla fine dell'800.
Le fortune turistiche di Gardone sono da ascrivere a Luigi Wimmer illustre personaggio giunto qui per motivi di salute agli inizi degli anni settanta (cittadino italiano di origine austriaca, all’età di 17 anni fu nell’esercito Piemontese e in seguito con Garibaldi).

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Il benefico clima mite giovò tanto alla sua condizione fisica che il giovane ingegnere, entusiasmatosi per le bellezze naturali del luogo, decise di far conoscere Gardone e la riviera ai suoi compatrioti. Wimmer che morì nell’agosto del 1883 non ebbe la soddisfazione di partecipare alla inaugurazione dell’ Albergo Pizzocolo da lui voluto che avvenne nel novembre dello stesso anno. Questo albergo, in seguito ampliato, diverrà l’attuale Grand Hotel.

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A proposito di quest’ultimo Giuseppe Solitro, nel sempre attuale suo libro "BENACO" edito a Salò nel 1897, scrive:

… si poteva chiamare un paese, tanto era grande, con le sue camere “tutte a mezzodì”. Ben trecento camere. “I teutonici ospiti giungevano in ferrovia a Mori, da li una corriera li portava a Riva, dove un battello li scaricava a Gardone. "I piroscafi ne sono pieni, ogni corsa ne scarica a cento a cento... si gettano le corde ed i ponti; una turba di camerieri gallonati, di facchini, di monelli, di curiosi assiste alla manovra... la piccola piazza è tutta ingombra di gente, di bagagli, di veicoli; nell'albergo, nella villa, tutto è movimento, s'impartiscono ordini, si assegnano le stanze... Sul finir del dicembre la colonia è completa, gli alberghi, le ville riboccano, ma gli arrivi non cessano, ogni giorno porta altra gente, avida di cielo azzurro e di sole”.

Sulla scia del successo di Wimmer sorgono altri hotel, locande, pensioni: si sviluppa una consistente attività turistica che coinvolge tutta la riviera tra Maderno e Salò. La clientela è quasi esclusivamente tedesca con un 10% di russi. Alcune facoltose famiglie edificano sontuose dimore. La più imponente è Villa Alba, della famiglia Langensiepen, dagli anni '60 proprietà del Comune.

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Il Vittoriale degli Italiani

Il Vittoriale degli Italiani fu, dal 1921 fino alla sua morte, la dimora di Gabriele d’Annunzio (1863-1938).
E’ un luogo ridondante di memoria, retorica, oggetti di guerra, opere d’arte capace di appagare i gusti più diversi
.

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  • L’amante del verde troverà un giardino stupendo con scorci di straordinaria suggestione.
  • L’amante di storia incontrerà una miriade di cimeli, alcuni dei quali sconcertanti come la ricostruzione della prua dell’incrociatore Puglia, il motoscafo MAS 96 della “Beffa di Bùccari”, l’aereo dal quale D’Annunzio il 9 agosto 1918 lanciò manifesti su Vienna, l’obice Ansaldo 105 in dotazione all’esercito italiano nella prima guerra mondiale.

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  • Per l’amante d’arte il giardino e la casa sono ricchi di rarità, opere dei migliori artisti degli anni Venti (Wildt, Marussig, Cadorin), sculture e calchi michelangioleschi, arredamenti Art Nouveau.
  • Il bibliofilo ammirerà la biblioteca e le sue rare edizioni, tra cui tutte le opere di Gabriele d’Annunzio, le splendide edizioni dei suoi autori preferiti (Dante, Verlaine, Stendhal), spartiti con autografi di Wagner e Debussy.

Il Vittoriale è uno specchio dell’anima del “Vate” ma soprattutto di tutta un’epoca.

Note di Herfried Schlude



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